Piccole abitudini per grandi sorrisi – Come riconoscere un autentico olio essenziale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sempre più spesso capita di trovare in commercio oli essenziali con prezzi molto diversi tra loro, o di incontrare in un mercatino piccole bottigliette contenenti “essenze” non ben decifrabili. Nasce quindi la necessità di capire megliocome scegliere il prodotto da acquistare, come trovare un olio essenziale integro e puro, che porti con sé le caratteristiche della pianta da cui è stato estratto.

I modi in cui gli oli essenziali vengono sofisticati sono tantissimi ed alcune sostanze non possono essere individuate se non tramite test di laboratorio. Date le circostanze è davvero molto difficile per il consumatore riuscire a stabilire l’integrità di un olio, nonostante questo la prima accortezza da avere è quella di verificare un certo numero di precisazioni e garanzie sull’etichetta.
Queste riguardano:
– la pianta, deve essere indicato il nome botanico in latino, che indica il genere, la specie, la varietà;
– la parte della pianta estratta (se non è evidente quale sia);
– l’origine, quindi il Paese di provenienza;
– il tipo di cultura da cui prende origine (piante selvatiche, coltura biologica, coltura bio-dinamica, coltura convenzionale, etc..)
– le modalità di estrazione (distillazione in corrente di vapore, spremitura a freddo, assoluta)
– la qualità stessa dell’olio, che deve essere 100% naturale, senza aggiunta di componenti sintetici.
– il numero di lotto di produzione.

Un ulteriore indicazione è data anche dal prezzo, è molto improbabile ottenere un prodotto di qualità ad un costo eccessivamente basso. La produzione di alcuni oli essenziali molto pregiati, come la rosa ed il gelsomino, richiede un quantitativo di fiori davvero esorbitante per estrarre pochi millilitri. La migliore delle rose con circa 70-80 boccioli ci dona una goccia di olio. Per questa ragione, solitamente, gli oli essenziali particolarmente pregiati vengono venduti in confezioni da 1 ml. In alternativa possono essere commercializzati già diluiti in alcol o in olio vegetale. Un altro modo per rendere questi oli più “raggiungibili” è quello di distillarli assieme ad una pianta ad alto rendimento che abbia proprietà sinergiche o complementari, ovviamente questa distillazione sinergica dovrebbe essere dichiarata in maniera appropriata.

Con il tempo e l’esperienza si impara a riconoscere un prodotto puro da uno sintetico o sofisticato in maniera istintiva. Negli anni e nella pratica un naso riesce a capire anche come sia stata raccolta e distillata la pianta, se le sue note sono tutte presenti o se è stata inficiata in qualche modo dalla lavorazione. Selezionare oli essenziali è un lavoro che richiedere grande esperienza ed ascolto, richiama conoscenze antiche.
Imparare ad ascoltare la Natura.

Un buon ascolto a tutti,

Barbara Pozzi e lo staff Olfattiva*

-L’articolo prende ispirazione da un paragrafo del libro “Aromaterapia” di Maria Teresa Lucheroni e Francesco Padrini che vi consigliamo!-

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *